mercoledì 13 marzo 2013

Cara... ,

Cara... ,
Sono oramai passati mesi da quando le cose tra noi sono naufragate.
Il tuo arrivo e il tuo "abbandono" hanno occupato veramente una frazione piccolissima della mia vita.
In questo mio libro che io chiamo "esistenza", c'è un piccolo paragrafo
che porta il tuo nome.
Piccolo ma carico di importanza.
Sono stato con altre donne, ma nessuna di loro ha avuto per me lo stesso significato.  Mi prendevo in giro da solo... credevo che con loro mi sarei dimenticato di te. Finalmente sarei riuscito a chiuderti dentro una scatola. Purtroppo non è stato così.  Quello che sei per me è sempre stato qualcosa di vivo e presente nella mia quotidianità.  Non passa giorno che almeno un pensiero non lo rivolga a te.
È un pò come il cielo stellato. Ti basta alzare di notte lo sguardo in alto e vedere il firmamento.  Stessa cosa per me. Mi è sufficiente pensarti. So che ci sei, e come le stelle sono ignare di quello che facciamo noi uomini, so perfettamente che anche tu sei allo scuro di tutti i miei pensieri per te.
Non mi informo più su come stai, non voglio sapere nulla. Non lo faccio per cattiveria, Ma solo perché non so come potrei prenderla se dovessi sapere che, in questo momento, sei tra le braccia di un altro.
Tutte le persone a me più vicine mi hanno sconsigliato fortemente di continuare a pensarti. Ma come posso fare? Sarebbe come chiedere ad un uccello di non volare.
Ricordo ancora quella tua risata. Le prime volte che la sentivo mi dava quasi fastidio. Con il passare del tempo ho imparato a non poterne fare a meno.
C'è un giorno particolare del mese in cui il tuo ricordo è ancora più forte. È il giorno in cui ci siamo scambiati il primo bacio. 
Anzi, me lo hai letteralmente strappato. Eravamo entrambi in piedi davanti una panchina e tu ti sei gettata tra le mie braccia.
Non mi era mai successo. Ricordo ancora con imbarazzo come mi sentii spiazzato da tanta irruenza...
L'unica cosa che mi restó da fare fu una... ti strinsi a me più forte che potevo. Non volevo solo sentire il sapore delle tue labbra ma anche della tua pelle. Fu per quel motivo che ogni tanto indugiavo anche sul tuo collo.
Mi inebriavo del tuo profumo e del tuo sapore.
Oramai sono passati mesi... eppure da parte mia nulla è cambiato. Ho solo taciuto e fatto credere di averti dimenticata.
Come una piuma sei volata via.
Pensa un pò. .. per alcuni giorni ero riuscito a non pensarti, e, ogni volta che accadeva ciò, puntualmente in un modo o nell'altro accadeva qualcosa che univocamente mi ricordava te...
Sei quell'una su un milione che ho avuto la sfortuna di perdere. La cosa più grottesca è che, in genere, si perdono le belle persone per aver fatto qualcosa di crudele nei loro confronti.  Questo non è il caso. Anzi, ti ho persa perché mi ero preso troppo bene (anche se ancora non mi è chiaro cosa si intenda per troppo bene, dal momento che, ho visto maree di persone che agli inizi erano così con chi frequentavano) e ti ho spaventata.
Cosa non darei perché tu un giorno mi guardassi con gli stessi occhi che ho io per te...

Non ti posso avvicinare. Non so se in questo momento tu abbia qualcuno o no. Soprattutto, dal momento che so di essere storia vecchia per te, sono conscio del fatto che, come tutte le donne,  ciò che è chiuso rimane tale. Niente ripensamenti, niente ritorni di fiamma. Non posso nemmeno starti vicino come amico, dal momento che non so come reagirei se per caso un giorno dovessi dirmi di avere incontrato un altro uomo (Sempre che tu non lo abbia già fatto).
Sto pagando in questo momento la colpa di volere chi non posso avere. E devo dire che la cosa non è proprio il massimo. 
Non lo auguro a nessuno.

Tuo per sempre.
A.D.M.

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