Meravigliosa creatura,
(come ti chiama la Nannini in una sua celeberrima canzone),
sono qua, seduto nella mia stanza, e a te, solo per il fatto che calchi la terra su cui anche io ho la fortuna di vivere, continuo a rivolgere i miei pensieri.
Non so per quale motivo sento il bisogno di scrivere quello che penso, ma so solo che se non lo faccio potrei impazzire...
Da dove posso cominciare? Dall'inizio? Magari ce ne fosse uno... Il tuo nome, continua a riecheggiare nella mia testa come il battito di ali di uno stormo di uccelli che migrano verso paesi lontani.
Chissà che starai facendo ora? Chissà su chi il tuo sguardo, si sarà poggiato in questo momento. Non riesco a non esprimere quello che provo per te. Non sai quante volte avrei voluto dirti quello che sento per te. Non hai idea di quante volte avrei voluto fermarti anche solo per cercare una scusa come un'altra per poterti anche solo parlare... Il problema però era il tuo sguardo innocente e inconsapevole della tempesta che si agitava dentro di me. Pur non facendolo di proposito ti bastava un ciao per disarmarmi e svuotarmi completamente.
Tu, dietro quel bancone, che lavoravi, che ridevi con i tuoi colleghi, non ti sei mai accorta di me.
Non sai quante volte mi rodeva il fegato quando ti vedevo uscire con altri ragazzi, e la cosa peggiore era che non potevo farci nulla. E' stata tutta colpa mia... mia solamente perchè non ho mai avuto il coraggio di chiederti anche solo un'occasione per poter stare con te una sera solamente. Ma che potevo fare? Vedevo le persone di cui ami circondarti... tutto l'opposto di me. Come potevo anche solo sperare che tu prendessi in considerazione l'idea dare al sottoscritto l'opportunità di mostrarti chi si celava dietro quello che eri abituata a vedere al lavoro? Mi sentivo, e mi sento tutt'ora, come don Chischotte contro i mulini a vento.
Mi sarebbe piaciuto, magari un giorno, avere l'occasione di guardarti mentre dormivi, o anche solo sapere che sapore hanno i tuoi baci.
E ora... sei andata, il contratto è finito ed io non sono nemmeno riuscito a darti un ultimo saluto.
Addio, ti auguro di essere felice come meriti e che i tuoi sogni si realizzino tutti, dal primo all'ultimo.
A.D.M
domenica 31 luglio 2011
sabato 9 aprile 2011
Credo
Sono qua,
seduto alla scrivania di casa, e prima di andare a letto volevo condividere con voi, amici lettori, quello che in questo momento mi sta frullando nella testa.
Aspettate, per me è difficile scrivere, devo prima mettere ordine in questo miasma di pensieri che mi stanno riecheggiando nella testa... Credo che andrò prima a fumare una sigaretta... Aspettatemi... Rieccomi...
Dicevo? Ah si, ho appena rimesso ordine (credo) nei pensieri che qui con voi mi accingo a dividere.
La domanda che mi sono sempre posto e che mi porrò fino a quando campo è:
IN COSA CREDI?
La domanda, per quanto semplice possa sembrare, nasconde dietro di sé una miriade di significati e di risposte.
Per prima cosa, credere che cosa vuol dire effettivamente?
Una credenza religiosa? Non solo... Infatti, se la domanda fosse solo su questo aspetto potrei dire senza ombra di dubbio che credo che esista Dio, e che per quanto i suoi disegni possano essere a noi misteriosi, in realtà nascondono un significato per noi sempre più spesso insondabile. Ma, ribadisco questa è solo una MIA credenza, e ovviamente, chi è ateo potrebbe avere qualcosa da ridire... Massimo rispetto per chi la pensa in maniera diversa dalla mia. Il mondo è bello perchè è vario. Le ingiustizie e tutto il male che esiste, anche se non sembra, hanno un significato ben preciso. Per esempio Alexander Dumas, aveva detto che Dio ha creato due tipi di uomini, quelli giusti e quelli malvagi. Tutto rientra in un suo disegno, e soprattutto, i malvagi esistono perchè in questo modo, la perseveranza e la presenza di spirito dei buoni possono essere messi alla prova.
Ma questo è un altro discorso.
Se si trascende dal discorso religioso, allora, posso rispondere in questo modo:
Credo nella mia famiglia,
una delle poche ancore di salvezza che la vita mi ha donato.
Mi spiace solo di non essere mai in grado di dimostrare ai miei genitori il bene che voglio loro.
Quando ero piccolo, cercavo sempre in mio padre e mia madre una carezza o una coccola. Ero sempre io che li cercavo, ora, invece è l'esatto opposto.
Credo nei miei amici (pochi ma buoni),
persone straordinarie che, a loro modo, mi arricchiscono. Persone con cui ho qualcosa da condividere, dalle più colossali puttanate, alle cose più profonde. Persone che mi hanno accettato senza compromessi, mi hanno accettato per come sono e mi hanno fatto capire che pure io, a modo mio, ho qualcosa da dare loro.
Credo alle canzoni d'amore che riempiono il mio lettore mp3.
Canzoni che vanno dritto al cuore di chi le ascolta e che tengono sempre vivo il mio lato romantico.
Canzoni che mi ricordano e mi insegnano che ci sono varie sfaccettature dell'amore. Non sempre c'è un solo modo esatto di concepire l'amore.
Canzoni che praticamente mi fanno capire come al mondo c'è sempre qualcuno/a per noi. Nel momento in cui la/o troviamo, solo allora, la nostra vita ha un qualcosa in più che la rende ancora più degna di essere vissuta.
Credo che la vera felicità si trovi dentro ognuno di noi.
Sta a noi saperla cercare e trovare.
Credo che la vita sia bella,
che essa merita di essere sempre vissuta al massimo con i suoi alti e i suoi bassi.
Credo che se ci piace fare qualcosa, o desideriamo fare qualcosa,
non è cosa molto saggia rimandare... La vita è già breve e non dobbiamo dimenticare che ogni giorno su questa terra è un giorno regalato. Un giorno in più.
Credo che il modo migliore per stare al mondo,
sia quello di non aspettarsi nulla dagli altri. Senza aspettative non si creano delusioni... Piuttosto perchè non vedere quello che gli altri ci danno come un qualcosa in più? Vedrete, amici miei, che anche le più piccole stronzate cominceranno ad avere un aspetto diverso.
Credo che da grande,
se avrò la fortuna di trovare qualcuna da amare,
non farò mai l'errore di dare per scontato l'amore dell'altra persona.
Non farò mai l'errore di lasciarmi andare, nè tanto meno non permetterò mai a me stesso di dimenticarmi che l'amore dell'altra persona è come una pianta che deve essere coltivata giorno per giorno. Non fare mai progetti a lunga scadenza, per il semplice fatto che come dice Carlo Verdone, l'amore è eterno finchè dura.
Quindi, ogni giorno dovrò lottare per quello che più o meno faticosamente avrò ottenuto.
Se mai avrò la fortuna di essere genitore,
non chiederò niente di più che essere come i miei genitori.
Credo nel ballo,
da quando ho cominciato a ballare, ho trovato la mia dimensione. Quando calco la pista da ballo, quando faccio i miei passi e quando vedo il sorriso non solo della mia dama, ma anche quello che delle altre persone che ballano (cosa non comune a tutte purtroppo), allora, e solo allora, come ha detto un mio amico, le persone tirano fuori il loro ornamento più bello... Il loro sorriso.
Credo che molto spesso
quello di cui abbiamo bisogno non è quello che noi desideriamo.
Quando avremo appreso una verità di questo tipo, avremo già fatto un bel passo avanti.
Infine, nonostante il mio scarso successo con le donne,
credo che queste siano qualcosa di superlativo.
In un solo corpo, è celato quello che per noi maschi è dannazione e beatificazione più grande. In quel corpo si nasconde il segreto della vita.
Con un sorriso, una parola, possono farti toccare un cielo con un dito o anche l'abisso più profondo.
Chiudo questa nota con un monologo tratto dal Film Radiofreccia di Luciano Ligabue.
Ciao a tutti.
http://www.youtube.com/watch?v=GR-AH-KUQl4&feature=related
seduto alla scrivania di casa, e prima di andare a letto volevo condividere con voi, amici lettori, quello che in questo momento mi sta frullando nella testa.
Aspettate, per me è difficile scrivere, devo prima mettere ordine in questo miasma di pensieri che mi stanno riecheggiando nella testa... Credo che andrò prima a fumare una sigaretta... Aspettatemi... Rieccomi...
Dicevo? Ah si, ho appena rimesso ordine (credo) nei pensieri che qui con voi mi accingo a dividere.
La domanda che mi sono sempre posto e che mi porrò fino a quando campo è:
IN COSA CREDI?
La domanda, per quanto semplice possa sembrare, nasconde dietro di sé una miriade di significati e di risposte.
Per prima cosa, credere che cosa vuol dire effettivamente?
Una credenza religiosa? Non solo... Infatti, se la domanda fosse solo su questo aspetto potrei dire senza ombra di dubbio che credo che esista Dio, e che per quanto i suoi disegni possano essere a noi misteriosi, in realtà nascondono un significato per noi sempre più spesso insondabile. Ma, ribadisco questa è solo una MIA credenza, e ovviamente, chi è ateo potrebbe avere qualcosa da ridire... Massimo rispetto per chi la pensa in maniera diversa dalla mia. Il mondo è bello perchè è vario. Le ingiustizie e tutto il male che esiste, anche se non sembra, hanno un significato ben preciso. Per esempio Alexander Dumas, aveva detto che Dio ha creato due tipi di uomini, quelli giusti e quelli malvagi. Tutto rientra in un suo disegno, e soprattutto, i malvagi esistono perchè in questo modo, la perseveranza e la presenza di spirito dei buoni possono essere messi alla prova.
Ma questo è un altro discorso.
Se si trascende dal discorso religioso, allora, posso rispondere in questo modo:
Credo nella mia famiglia,
una delle poche ancore di salvezza che la vita mi ha donato.
Mi spiace solo di non essere mai in grado di dimostrare ai miei genitori il bene che voglio loro.
Quando ero piccolo, cercavo sempre in mio padre e mia madre una carezza o una coccola. Ero sempre io che li cercavo, ora, invece è l'esatto opposto.
Credo nei miei amici (pochi ma buoni),
persone straordinarie che, a loro modo, mi arricchiscono. Persone con cui ho qualcosa da condividere, dalle più colossali puttanate, alle cose più profonde. Persone che mi hanno accettato senza compromessi, mi hanno accettato per come sono e mi hanno fatto capire che pure io, a modo mio, ho qualcosa da dare loro.
Credo alle canzoni d'amore che riempiono il mio lettore mp3.
Canzoni che vanno dritto al cuore di chi le ascolta e che tengono sempre vivo il mio lato romantico.
Canzoni che mi ricordano e mi insegnano che ci sono varie sfaccettature dell'amore. Non sempre c'è un solo modo esatto di concepire l'amore.
Canzoni che praticamente mi fanno capire come al mondo c'è sempre qualcuno/a per noi. Nel momento in cui la/o troviamo, solo allora, la nostra vita ha un qualcosa in più che la rende ancora più degna di essere vissuta.
Credo che la vera felicità si trovi dentro ognuno di noi.
Sta a noi saperla cercare e trovare.
Credo che la vita sia bella,
che essa merita di essere sempre vissuta al massimo con i suoi alti e i suoi bassi.
Credo che se ci piace fare qualcosa, o desideriamo fare qualcosa,
non è cosa molto saggia rimandare... La vita è già breve e non dobbiamo dimenticare che ogni giorno su questa terra è un giorno regalato. Un giorno in più.
Credo che il modo migliore per stare al mondo,
sia quello di non aspettarsi nulla dagli altri. Senza aspettative non si creano delusioni... Piuttosto perchè non vedere quello che gli altri ci danno come un qualcosa in più? Vedrete, amici miei, che anche le più piccole stronzate cominceranno ad avere un aspetto diverso.
Credo che da grande,
se avrò la fortuna di trovare qualcuna da amare,
non farò mai l'errore di dare per scontato l'amore dell'altra persona.
Non farò mai l'errore di lasciarmi andare, nè tanto meno non permetterò mai a me stesso di dimenticarmi che l'amore dell'altra persona è come una pianta che deve essere coltivata giorno per giorno. Non fare mai progetti a lunga scadenza, per il semplice fatto che come dice Carlo Verdone, l'amore è eterno finchè dura.
Quindi, ogni giorno dovrò lottare per quello che più o meno faticosamente avrò ottenuto.
Se mai avrò la fortuna di essere genitore,
non chiederò niente di più che essere come i miei genitori.
Credo nel ballo,
da quando ho cominciato a ballare, ho trovato la mia dimensione. Quando calco la pista da ballo, quando faccio i miei passi e quando vedo il sorriso non solo della mia dama, ma anche quello che delle altre persone che ballano (cosa non comune a tutte purtroppo), allora, e solo allora, come ha detto un mio amico, le persone tirano fuori il loro ornamento più bello... Il loro sorriso.
Credo che molto spesso
quello di cui abbiamo bisogno non è quello che noi desideriamo.
Quando avremo appreso una verità di questo tipo, avremo già fatto un bel passo avanti.
Infine, nonostante il mio scarso successo con le donne,
credo che queste siano qualcosa di superlativo.
In un solo corpo, è celato quello che per noi maschi è dannazione e beatificazione più grande. In quel corpo si nasconde il segreto della vita.
Con un sorriso, una parola, possono farti toccare un cielo con un dito o anche l'abisso più profondo.
Chiudo questa nota con un monologo tratto dal Film Radiofreccia di Luciano Ligabue.
Ciao a tutti.
http://www.youtube.com/watch?v=GR-AH-KUQl4&feature=related
sabato 26 marzo 2011
Il mio grosso grasso cuscino
Stavo riflettendo tra me e me su cosa mi porterei su un'isola deserta, e, tra le varie cose, sicuramente porterei con me il mio cuscino. Non ci ho mai fatto caso, ma quel piccolo ammasso di piume e stoffa ne ha effettivamente viste di tutti i colori.
Per me è grande perchè in tutti questi anni, senza dire nulla (sarebbe raccapricciante se per caso un giorno dovesse rispondere), mi ha accompagnato durante tutte le mie ultime notti da quando mi sono trasferito qui nella città di Brescia. Solo per il fatto di stare attaccato alla mia testa, ho quasi la vaga idea che lui potesse sentire i miei pensieri e le paranoie che mi hanno dato la buona notte prima di addormentarmi, o anche le prime cose che mi venivano in mente ogni mattina già da quando ero in dormiveglia.
E' stato senza ombra di dubbio l'unica cosa che è sempre stata presente in ogni fase della mia vita.
Chissà cosa direbbe se un giorno dovesse parlare. (Se dovesse farlo veramente penso che la prima cosa che farei sarebbe sicuramente quella di trovare un buon analista).
A questo punto mi piacerebbe dire io qualcosa diretto a lui. Sia chiaro, ho anche degli amici veri nella vita reale, e non scrivo queste cose perchè mi manca qualcosa, ma semplicemente mi piace l'idea di scrivere qualcosa rivolta ad un oggetto per vari semplici motivi.
1- Quante altre persone sane di mente lo farebbero.
2- Ci sono molte persone che nella loro vita parlano di oggetti importanti che li hanno accompagnati durante la loro vita, vuoi una bicicletta, vuoi un'orologio, vuoi una macchina, ma quanti si sono soffermati a parlare di qualcosa che immancabilmente li ha accompagnati durante le loro ultime ore della giornata fino ai momenti che precedono l'inizio della giornata?
Amico mio,
ti ringrazio per avermi accompagnato durante tutte queste fasi della mia vita. In passato quando ero giù di corda o mi sentivo solo, mi bastava abbracciarti per sentirmi sicuro.
Quante volte tu, silenzioso hai accolto le mille lacrime che riversavo sopra di te a causa di una brutta giornata o a causa di una grossa delusione.
Quando ero più piccolo, quando ero arrabbiato per qualche cosa ti prendevo a pugni, e, ora che ci penso mi spiace averti usato come valvola di sfogo.
Chissà quanti segreti che nemmeno io ricordo devo averti sussurrato, e chissà quante volte mi avrai sentito ridere per un sogno piacevole o anche urlare perchè avevo gli incubi. (In maniera particolare la sera in cui avevo visto l'esorcista in versione integrale... Film Horror dei miei ovindoli...)
Mi spiace averti procurato quella bruciatura sull'angolo destro, ma sai com'è, quando i genitori non ci sono vuoi toglierti per una volta lo sfizio di poter fumare una sigaretta in camera da letto.
Mi spiace per averti usato un paio di volte, all'età di 16 anni, come bersaglio per le palline in gomma piuma, ma in quel periodo mi era venuto il pallino del tiro a segno.
Ti ringrazio per ogni notte in cui prima di addormentarmi mi hai accompagnato mentre leggevo i soliti manga, fumetti e libri. Anche se di pochissime parole, per fortuna, sei stato una valida compagnia. Ti sussurravo le vaccate e le piccole vittorie che la vita mi ha regalato. E tu eri presente. Senza di te non riesco ad addormentarmi perchè grazie a te riesco a stare comodo.
Non ho altro da dire, se non che ti ringrazio di cuore per tutti questi anni.
Benigni una volta ha detto... Un amico non è solo quello che c'è quando hai bisogno, un amico è quello che c'è sempre.
Devo proprio dire che da questo punto di vista sei stato un amico, ed è proprio per questo che sicuramente ti porterei su un'isola deserta.
Ora ti lascio.
Grazie grazie grazie.
Per me è grande perchè in tutti questi anni, senza dire nulla (sarebbe raccapricciante se per caso un giorno dovesse rispondere), mi ha accompagnato durante tutte le mie ultime notti da quando mi sono trasferito qui nella città di Brescia. Solo per il fatto di stare attaccato alla mia testa, ho quasi la vaga idea che lui potesse sentire i miei pensieri e le paranoie che mi hanno dato la buona notte prima di addormentarmi, o anche le prime cose che mi venivano in mente ogni mattina già da quando ero in dormiveglia.
E' stato senza ombra di dubbio l'unica cosa che è sempre stata presente in ogni fase della mia vita.
Chissà cosa direbbe se un giorno dovesse parlare. (Se dovesse farlo veramente penso che la prima cosa che farei sarebbe sicuramente quella di trovare un buon analista).
A questo punto mi piacerebbe dire io qualcosa diretto a lui. Sia chiaro, ho anche degli amici veri nella vita reale, e non scrivo queste cose perchè mi manca qualcosa, ma semplicemente mi piace l'idea di scrivere qualcosa rivolta ad un oggetto per vari semplici motivi.
1- Quante altre persone sane di mente lo farebbero.
2- Ci sono molte persone che nella loro vita parlano di oggetti importanti che li hanno accompagnati durante la loro vita, vuoi una bicicletta, vuoi un'orologio, vuoi una macchina, ma quanti si sono soffermati a parlare di qualcosa che immancabilmente li ha accompagnati durante le loro ultime ore della giornata fino ai momenti che precedono l'inizio della giornata?
Amico mio,
ti ringrazio per avermi accompagnato durante tutte queste fasi della mia vita. In passato quando ero giù di corda o mi sentivo solo, mi bastava abbracciarti per sentirmi sicuro.
Quante volte tu, silenzioso hai accolto le mille lacrime che riversavo sopra di te a causa di una brutta giornata o a causa di una grossa delusione.
Quando ero più piccolo, quando ero arrabbiato per qualche cosa ti prendevo a pugni, e, ora che ci penso mi spiace averti usato come valvola di sfogo.
Chissà quanti segreti che nemmeno io ricordo devo averti sussurrato, e chissà quante volte mi avrai sentito ridere per un sogno piacevole o anche urlare perchè avevo gli incubi. (In maniera particolare la sera in cui avevo visto l'esorcista in versione integrale... Film Horror dei miei ovindoli...)
Mi spiace averti procurato quella bruciatura sull'angolo destro, ma sai com'è, quando i genitori non ci sono vuoi toglierti per una volta lo sfizio di poter fumare una sigaretta in camera da letto.
Mi spiace per averti usato un paio di volte, all'età di 16 anni, come bersaglio per le palline in gomma piuma, ma in quel periodo mi era venuto il pallino del tiro a segno.
Ti ringrazio per ogni notte in cui prima di addormentarmi mi hai accompagnato mentre leggevo i soliti manga, fumetti e libri. Anche se di pochissime parole, per fortuna, sei stato una valida compagnia. Ti sussurravo le vaccate e le piccole vittorie che la vita mi ha regalato. E tu eri presente. Senza di te non riesco ad addormentarmi perchè grazie a te riesco a stare comodo.
Non ho altro da dire, se non che ti ringrazio di cuore per tutti questi anni.
Benigni una volta ha detto... Un amico non è solo quello che c'è quando hai bisogno, un amico è quello che c'è sempre.
Devo proprio dire che da questo punto di vista sei stato un amico, ed è proprio per questo che sicuramente ti porterei su un'isola deserta.
Ora ti lascio.
Grazie grazie grazie.
venerdì 25 febbraio 2011
Delusioni
Ciao a tutti,
mi piacerebbe condividere con voi, cari e pazienti lettori, un pensiero che da un paio di giorni mi assilla.
Io mi chiedo, perchè è così difficile compiere buone azioni?
Perchè quando una persona si muove in maniera disinteressata verso qualcuno, in tutta risposta ottiene solo insulti e calci in faccia?
Pochi giorni fa, ho fatto, a questo punto lo chiamiamo errore, di interessarmi alla frase che una persona che ha scritto sulla bacheca di faccialibro.
Posso giurare che ero armato di tutte le buone intenzioni di questo mondo, e come risposta ho avuto critiche e insulti diretti a me.
Posso avere sbagliato a interessarmi ad una persona, senza che questa mi abbia chiesto nulla, posso avere scelto le parole sbagliate, (più che parole punteggiatura), ma santo cielo... Che cacchio c'è bisogno di reagire insultando e ferendo chi, a differenza di altre persone, si è mosso verso qualcun'altro solo per lo scopo di tendere un orecchio verso un'altra persona.
Non è bello. Come anche ferisce veramente il giudizio, posto su basi del tutto inconsistenti, di chi si erge a sommo giudice ed esperto conoscitore dell'animo umano. La parte più divertente è il conoscere la bassa opinione che una persona ha di te. Sapete cosa mi viene da dire? PAZIENZA. Una bassa opinione basata su idee vecchie e si supposizioni errate. Una bassa opinione basata sul sentito dire e su quello che si VUOLE vedere, non quello che si vede effettivamente.
Non tutti siamo uguali, e non tutti vivono sapendo che le persone che ci circondano non per forza vogliono qualcosa in cambio del loro interessamento nei loro confronti.
Una cosa è certa, per prima cosa, dovrò armarmi di coglioni per continuare sulla mia strada. Questo "fallimento", è solo un ostacolo sul percorso che ho scelto. Non si può fare altro che prendere atto che certi tipi di persone esistono, e che non mi dovrò più meravigliare se quando si compie qualcosa in maniera disinteressata, è possibile che in risposta si ricevano insulti e critiche.
Che posso dire?
A questo punto mi viene da dire che per essere buoni si deve essere un pò masochisti.
E vabbuò facciamoci del male.
Alla prossima.
mi piacerebbe condividere con voi, cari e pazienti lettori, un pensiero che da un paio di giorni mi assilla.
Io mi chiedo, perchè è così difficile compiere buone azioni?
Perchè quando una persona si muove in maniera disinteressata verso qualcuno, in tutta risposta ottiene solo insulti e calci in faccia?
Pochi giorni fa, ho fatto, a questo punto lo chiamiamo errore, di interessarmi alla frase che una persona che ha scritto sulla bacheca di faccialibro.
Posso giurare che ero armato di tutte le buone intenzioni di questo mondo, e come risposta ho avuto critiche e insulti diretti a me.
Posso avere sbagliato a interessarmi ad una persona, senza che questa mi abbia chiesto nulla, posso avere scelto le parole sbagliate, (più che parole punteggiatura), ma santo cielo... Che cacchio c'è bisogno di reagire insultando e ferendo chi, a differenza di altre persone, si è mosso verso qualcun'altro solo per lo scopo di tendere un orecchio verso un'altra persona.
Non è bello. Come anche ferisce veramente il giudizio, posto su basi del tutto inconsistenti, di chi si erge a sommo giudice ed esperto conoscitore dell'animo umano. La parte più divertente è il conoscere la bassa opinione che una persona ha di te. Sapete cosa mi viene da dire? PAZIENZA. Una bassa opinione basata su idee vecchie e si supposizioni errate. Una bassa opinione basata sul sentito dire e su quello che si VUOLE vedere, non quello che si vede effettivamente.
Non tutti siamo uguali, e non tutti vivono sapendo che le persone che ci circondano non per forza vogliono qualcosa in cambio del loro interessamento nei loro confronti.
Una cosa è certa, per prima cosa, dovrò armarmi di coglioni per continuare sulla mia strada. Questo "fallimento", è solo un ostacolo sul percorso che ho scelto. Non si può fare altro che prendere atto che certi tipi di persone esistono, e che non mi dovrò più meravigliare se quando si compie qualcosa in maniera disinteressata, è possibile che in risposta si ricevano insulti e critiche.
Che posso dire?
A questo punto mi viene da dire che per essere buoni si deve essere un pò masochisti.
E vabbuò facciamoci del male.
Alla prossima.
giovedì 17 febbraio 2011
Fisiqua o chimica
Da un pò di tempo a questa parte continuo ad ascoltare come un mantra una canzone intitolata Fisica o quimica.
Tanto ho girato per il web che alla fine ho trovato il testo con la sua canzone.
Non so per quale motivo mi piace tanto, però per prima cosa mi piacerebbe metterla su questo blog.
Ovviamente, per motivi di copyright dichiaro che questa canzone appartiene al gruppo despistaos, ecc...
Non mi nascondo ne mi faccio avanti,
Non fuggo ne ti aspetto,
ho fatto tutto ciò che ho potuto
perchè potessimo stare insieme.
Mi importa sempre di meno
di ciò che si pensa non sia giusto
ho fatto tutto ciò che ho potuto
perché potessimo stare insieme.
Medicina naturale,
*la tua saliva con la mia,
è fisica o chimica.
Non mi cercare, non ti amo,
non ti ascolto ne ti credo,
però sento che muoio
quando vi vedo insieme
M'importa sempre di meno
è ciò che dico quando devo,
però sento che muoio
quando vi vedo insieme.
Medicina naturale,
la tua saliva con la mia,
è fisica o chimica.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
Medicina naturale,
la tua saliva con la mia,
è fisica o chimica.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
*Chiaramente parla di baciarsi a vicenda.
Tanto ho girato per il web che alla fine ho trovato il testo con la sua canzone.
Non so per quale motivo mi piace tanto, però per prima cosa mi piacerebbe metterla su questo blog.
Ovviamente, per motivi di copyright dichiaro che questa canzone appartiene al gruppo despistaos, ecc...
Non mi nascondo ne mi faccio avanti,
Non fuggo ne ti aspetto,
ho fatto tutto ciò che ho potuto
perchè potessimo stare insieme.
Mi importa sempre di meno
di ciò che si pensa non sia giusto
ho fatto tutto ciò che ho potuto
perché potessimo stare insieme.
Medicina naturale,
*la tua saliva con la mia,
è fisica o chimica.
Non mi cercare, non ti amo,
non ti ascolto ne ti credo,
però sento che muoio
quando vi vedo insieme
M'importa sempre di meno
è ciò che dico quando devo,
però sento che muoio
quando vi vedo insieme.
Medicina naturale,
la tua saliva con la mia,
è fisica o chimica.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
Medicina naturale,
la tua saliva con la mia,
è fisica o chimica.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
La metà di ciò che abbiamo passato fa più rumore,
dello sparo di un cannone.
E un cuore ferito dal gelo
si è riscaldato nel suo letto.
*Chiaramente parla di baciarsi a vicenda.
lunedì 7 febbraio 2011
Fairy tail
Da un pò di tempo a questa parte mi sono appassionato ad un fumetto che si chiama fairy tail.
La storia è incentrata sulle avventure di un ragazzo che appartiene ad una gilda di maghi. La gilda in questione si chiama Fairy Tail, coda di fata.
Oltre alle vicissitudini che vive Natsu, il protagonista, il fumetto è anche incentrato sulla gilda vera e propria, un luogo dove ogni elemento è considerato parte integrante e fondamentale della società.
E' vero, non tutti vanno d'accordo tra di loro, per esempio, però la cosa fondamentale è che ognuno di essi porta dentro di se un tale senso di appartenenza alla gilda, che essa è considerata alla stregua di una famiglia.
Ripensando a questo, mi viene da fantasticare anche a me su questa cosa.
Spesso ci penso, ed esprimo il desiderio di trovare pure io un luogo, un gruppo che sia alla stessa stregua di una famiglia... Un luogo e un gruppo di persone che posso trattare da miei pari e che mi trattino come un loro pari.
Un luogo in cui le persone che sono al loro interno mi facciano sentire parte di qualche cosa, parte di un disegno e parte di un progetto che è fattibile solo con l'opera di tutti.
Un luogo dove anche i meno capaci sono rispettati e trattati da pari, non perchè compatiti, ma perchè c'è la concezione che a Fairy tail, anche il Master Makarov potrebbe imparare da loro.
Non saprei che altro aggiungere se non che sto lottando per trovare un gruppo, un luogo, dove possa finalmente sentirmi in questa maniera. Un luogo dove possa dimostrare quello che valgo e dove ci siano persone come me che mi trattino da loro pari e che io possa fare lo stesso con loro. Un luogo dove sono accettato per quello che sono, per quello che faccio e non rifiutato o messo da parte per quello che NON ho fatto.
Un luogo dove io possa crescere e dove io possa contribuire alla crescita di ogni elemento. Voglio anche io trovare la mia Fairy Tail.
Per fortuna ho i miei genitori, che sono il mio punto di riferimento, il mio focolare e la mia ancora, ma non ci saranno per sempre.
Anche dentro di me c'è questo fantastico focolare, ma una persona non è un'isola, e sento il bisogno di dare quello che sento dentro anche ad altre persone che non sono io.
Amici lettori,
è mai capitato anche a voi di sentire questo desiderio?
Sono solo io quello che sente questo? Magari voi avete una fairy tail tutta vostra. Se è così, vi dico solo una cosa, tenetevela stretta...
giovedì 3 febbraio 2011
Nel fumetto di Naruto,
ho trovato un personaggio che secondo me ha avuto un grande spessore emotivo tale da essere paragonato al professor Piton in Harry Potter. Parlo di Itachi Uchiha.
Posto qua la sua storia.
Dopo aver ucciso Itachi, Sasuke è stato preso da Uchiha Madara che gli racconta quello che ha spinto Itachi ad agire. Praticamente prima che Konoha fosse fondata c'erano due clan perennemente in guarra tra loro. Gli Uchiha e I Senjuu. I capi di questi clan erano Uchiha Madara e Hashirama. A un certo punto i Senjuu proposero una tregua e gli Uchiha accettarono. L'unico ad opporsi fu Madara convinto che tra i due clan non ci sarebbe mai potuta essere una vera alleanza e che alla prima occasione i Senjuu avrebbero cercato di eliminare gli Uchiha. Ma tutti nel clan desideravano questa tregua e così alla fine ci fu. Così fu fondata Konoha, ma la pace non durò a lungo dato che si venne a creare il problema di chi dovesse essere il primo Hokage. Tutti decisero per Hashirama. Così Madara, sospettando che si stesse tramando per allontanare gli Uchiha dalle posizioni di potere, si ribellò. Ma nessuno del clan lo seguì per paura che questo li portasse ad una nuova guerra. Madara se ne andò. Poi al suo ritorno lanciò una sfida al primo Hogake, venendo sconfitto, e tutti pensarono che fosse morto. Successivamente il secondo Hokage per evitare che altri Uchiha si ribellassero, affidò al clan l'incarico di fondare il corpo di polizia. Ma questo era solo un altro tentativo di allontanare gli Uchiha dal potere. Negli anni il potere dei Senjuu continuava ad aumentare mentre gli Uchiha ormai erano ridotti quasi a una condizione di "cagnolini". Poi ci fu l'attacco del Kyuubi, e siccome l'unica cosa in grado di controllarlo era lo sharingan, i capi di Konoha pensarono fossero stati gli Uchiha a causare l'attacco (anche se non c'entravano nulla perchè era stato lo stesso Madara ad evocarlo). Questo fece subito pensare che gli Uchiha stessero organizzando un colpo di stato. Così furono fatti traferire dai consiglieri e da Danzuo in un quartiere più isolato, nonostante il terzo Hokage si fosse opposto. Alla fine gli Uchiha stanchi di questa situazione cominciarono davvero a progettare un colpo di stato. Così il villaggio decise di inserire una spia tra di loro, e fu scelto proprio Itachi. Ma lo stesso Fugaku, il capo della rivolta, aveva dato al figlio Itachi il compito di infiltrarsi tra gli AMBU come spia. Quindi Itachi si ritrovò a fare il doppiogioco. Comunque decise di stare dalla parte di Konoha perchè non voleva più rivivere la situazione di guerra che aveva visto a soli quattro, e poi lui amava davvero Konoha e voleva restare fedele al suo villaggio. Danzou e gli altri consiglieri approfittarono di questa situazione affidando ad Itachi una missione della massima segretezza: sterminare il clan Uchiha. Anche se non voleva, Itachi sentiva di non potersi sottrarre a quell'ordine, sapeva che se gli Uchiha avessero attuato un colpo di stato Konoha non sarebbe sopravvissuta a una guerra civile (dopottutto c'erano i paesi nemici che sarebbero stati felici di approfittare di una situazione del genere per sottometterla). Così Itachi accettò la sua sorte, anche perchè si era accorto del ritorno di Madara, e dopo averlo incontrato gli fece una proposta; lui (itachi) avrebbe sterminato gli Uchiha (così Madara avrebbe avuto la sua vendetta), ma Madara non doveva intentare azioni contro Konoha. Il terzo Hokage cercò di evitare la strage ma i suoi tentativi fallirono. E poi arrivò la notte della "missione", perchè Itachi cercò di vederla solo come una missione. Riuscì a sterminare tutti. Tutti, tranne il suo fratellino. Così supplicò il terzo Hokage di proteggere Sasuke da Danzou e dagli altri consiglieri. E prima di fuggire minacciò Danzou di rivelare tutti i segreti del villaggio ai nemici se avesse provato ad uccidere Sasuke. Non potendo dire la verità a Sasuke, gli fece tutto quel discorso sulla vendetta, sulle potenzialità, sul fatto che dovesse odiarlo... Voleva che Sasuke si vendicasse su di lui per la strage degli Uchiha, perchè lui stesso (Itachi) voleva vendicarsi su se stesso. E inoltre voleva che Sasuke continuasse a vivere, anche per potergli affidare il nuovo potere dello sharingan. Anche il comportamento successivo di Itachi era tutto finalizzato a farsi odiare ancora di più da Sasuke. Tutte le volte che Itachi aveva cercato di ucciderlo in realtà voleva solo cercare di spronarlo. E nella battaglia finale lo aveva attaccato per liberarlo dal segno maledetto di Orochimaru. Inoltre la morte di una persona molto vicina a Sasuke (in questo caso Itachi) avrebbe dato al ragazzo il potere speciale dello sharingan, il Mangekyou Sharingan. Itachi aveva pianificato tutto alla perfezione. Poi Madara rivela anche che Itachi si era unito all'Akatsuki solo per poter controllare dall'interno l'organizzazione che voleva attaccare Konoha (anche in questo caso aveva agito per il bene del villaggio). Quando morì il terzo Hokage (colui che aveva promesso di proteggere Sasuke), Itachi tornò al villaggio per far capire a Danzou che era ancora vivo e che quello che gli aveva detto prima di partire era ancora valido (ancora una volta stava cercando di proteggere Sasuke). Madara dice anche che Itachi si è fatto uccidere da Sasuke per purificare il nome degli Uchiha e per permettere al fratello di tornare al villaggio da eroe dato che aveva ucciso uno dei ricercati numero uno, e ha fatto tutto questo nonostante fosse malato e stesse per morire. Ha preso ogni genere di farmaco per poter arrivare a combattere contro Sasuke.
Poi qui sono bellissime le parole di Madara non posso non citarle:
Doveva combattere con te e morire sotto i tuoi occhi. Scambiò il proprio prestigio con l'esilio...l'amore con l'odio...eppure sul suo volto senza vita era disegnato un sorriso. Il suo desiderio era quello di morire da assassino e da traditore... per la pace del villaggio certo... ma soprattutto per te... Uchiha Sasuke. Pur di affidarti il nome degli Uchiha... Fu disposto a continuare nel suo inganno...
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