martedì 12 marzo 2013

Rialzarsi.

Quanto può risultare difficile andare avanti nonostante tutto?
Quante volte, rialzarsi dopo essere caduti ci è risultato così difficile? Certo, ti capitano delle volte in cui hai la fortuna di avere qualcuno accanto che ti può aiutare nell'impresa, ma, quando sei costretto a farlo da solo, trovare le giuste leve, tante, troppe volte è veramente difficile.
Ci sono dei momenti in cui la vita ti molla di quei ganci in faccia,  capaci di stendere un peso massimo. Non è tanto il colpo, che già di per se fa male, ma è tutto quello che succede dopo, ciò che ti mette a dura prova. Sapere incassare è già qualcosa, ma quando sei al tappeto ti devi rialzare. In un modo o nell'altro...
Io non sono un buon incassatore, anzi, so di essere un debole... specie quando si parla di amore e sentimento. 
I ganci peggiori sono quelli che ancora mi costringono ad aggrapparmi alle corde. Non sono ancora completamente in piedi, più che altro in ginocchio... ancora un pò stordito...
Da terra, la volontà di rialzarsi viene offuscata da quei dubbi e quei rimpianti che per molto tempo riempiono i miei sogni. Cose che mi sarebbe piaciuto che fossero, ma che alla fine non sono state. Persone che, come una tempesta, sono arrivate, e poi, alle loro spalle hanno lasciato solo macerie e desolazione.  Nel libro della nostra vita, ci possono essere paragrafi che, per quanto brevi, hanno avuto la stessa intensità emotiva di quella che potrebbero avere capitoli interi.
Quante volte domande tipo "E se... ?", hanno continuato a ripetersi nel mio cervello come i battiti del cuore? Quanti ricordi riaffiorano alla mente con tutte le emozioni ad essi associate?
Sei a terra, e il peso dello stordimento è dato proprio da ricordi e rimpianti che oramai ti sono stati marchiati a fuoco nell'anima. Che siano passati giorni, settimane,  mesi o anni, ogni esperienza ha la stessa nitidezza che avrebbe se stesse accadendo in questo preciso istante.
Quante volte vi sarà capitato di ricordare anche i più piccoli dettagli? Cose che sul momento, magari, non avevano importanza, ma che poi, con il passare del tempo hanno acquisito un peso notevole.
"Guarda... lì è dove ho dato il primo bacio a quella persona, quella sera c'era un vento pazzesco e dietro di noi, mentre eravamo seduti sulla panchina, un gruppo di ragazzini stava facendo baccano..."
...
Certi ricordi e persone sono come le cicatrici post operazione.  Possono guarire,  ma rimarrà sempre traccia di loro.
Rimane comunque il fatto che sei obbligato a rialzarti, l'arbitro non aspetta,  il conteggio va avanti e, se non vuoi essere un perdente,  non ti rimane scelta che a qualunque costo devi rimetterti in piedi.
Ti guardi in giro e speri di vedere un appiglio...
Guarda quelle corde... nella nostra vita, queste sono gli amici, se sei abbastanza fortunato da averne... Ma quelle corde non servono a molto se non hai la volontà di fare qualcosa.
Se non vuoi tornare in piedi, nemmeno la più forte delle gru può rimetterti in verticale.  Per quanto tempo ancora vuoi stare a baciare il pavimento? 
Alle volte  però la volontà non è l'unica cosa... ci vuole anche la capacità di non fare del proprio stordimento (i ricordi), la zavorra inutile che ti tiene a terra.

D.M.

domenica 10 marzo 2013

Appuntamento.

È incredibile come alle volte certi episodi ritornino alla mente con una forza tale da sembrare cose accadute da pochi giorni. 
Sono qui, seduto davanti alla televisione.  Con lo sguardo sto seguendo il susseguirsi delle immagini, ma con la mente vago nei ricordi che da mesi mi accompagnano.  Memorie di momenti passati con te a ridere, scherzare, anche confrontarci su punti di vista differenti.
Ricordo ancora la prima sera che siamo usciti assieme.
Tu mi avevi già inquadrato. Avevi capito che tipo ero e sapevi già come prendermi. 
Sono venuto dalle tue parti e siamo andati al mare assieme per bere qualcosa.
Per farmi smollare un pò mi "costringi" a bere qualcosa di forte, con la scusa che non si lascia mai una ragazza a bere da sola.
Seduti in quel bar in riva al mare, dove parliamo del più e del meno. Mi racconti di quando sei andata con la tua amica la vigilia di Natale a casa di un tizio per festeggiare.  Lì ti sei rotta le palle così tanto che ti sei fatta fuori quasi una bottiglia di liquore, mentre gli altri guardavano dei video di ballo.
Ogni tanto mi perdo a guardarti mentre ti passavi il burrocacao sulle labbra, e tra me e me mi chiedo chissà se prima o poi avrei avuto la fortuna di sapere che sapore avrebbero avuto...
Ci alziamo e passeggiamo per il lungo mare. Tutto intorno a noi la vita notturna estiva è al suo culmine. Gruppetti di ragazzini che sghignazzano tra loro lungo le banchine, coppiette sedute sulle panchine, famigliole felici che si godono il dolce tepore estivo. In mezzo a tutto questo io e te, mano nella mano che camminando, ogni tanto ci scambiavamo sguardi molto eloquenti su cosa sarebbe accaduto da lì a poco...
Arriviamo in un posto abbastanza appartato,  un luogo pieno di panchine... non faccio in tempo a mettere giù la borsa che mi ritrovo a sentire per la prima volta il calore delle tue carezze e il sapore dei tuoi baci. Mi sentivo come un ragazzo che prova per la prima volta la droga.  Appena inizi, non ne puoi fare a meno. Avevo i sensi tesi al massimo, affinché ogni aspetto di quel momento si imprimesse a fuoco nella memoria. Purtroppo ci sono riuscito...
Non so quanto tempo trascorriamo uno nelle braccia dell'altra, Ma, ad un certo punto, abbiamo decidiamo di alzarci.
Giriamo per i vicoli, mettendoci più del dovuto perché sento il bisogno della mia "droga" per poter continuare a camminare.  Ci fermiamo in un altro bar, parliamo ancora del più e del meno. Ricordo che mi hai mostrato alcune delle foto che hai fatto. Mi hai detto che, se volevo, potevo sceglierne una di te che tu poi mi avresti poi mandato.
In una, che mi aveva particolarmente colpito, Eri davanti uno specchio e ti si vedeva di profilo...
Ogni tanto colgo l'occasione di baciarti e guardarti diritto negli occhi. Belli,  profondi, e mi è dolce il naufragare in quell'immensitá. Non posso non notare che il tizio al tavolo in parte al nostro non perdeva occasione per guardarti. Non ci voglio fare caso...
Ogni tanto sorrido perché mi viene in mente una frase che farebbe venire la carie ai denti. Mi convinci a dirtene una, e, in quel momento ti rendo partecipe del fatto che guardandoti mi rendo conto di come possano esistere angeli anche senza ali. Eri un sogno per me,  avevo paura di svegliarmi. (Mi sono svegliato infatti... giusto giusto un paio di settimane dopo).
Ci siamo alziamo, e, tornando verso la macchina ogni tanto faccio pausa "droga".
Arrivati lì partiamo lì e andiamo in un posto appartato per stare completamente soli. Abbiamo trascorso la notte assieme, uno nelle braccia dell'altra.
La notte più bella della mia vita.
Come quella notte mi è rimasta dentro, lo stesso vale per te.
Oggi, domani, per sempre...

Avrei voluto.

Avrei voluto che tu mi vedessi come lo fanno i miei occhi quando ti guardano.
 
Avrei voluto avere ancora un'occasione per poterti stringere a me come facevo una volta.

Avrei voluto avere almeno una possibilità per poterti dire tutte quelle parole che il mio cuore mi suggeriva, quando avevo la fortuna di passare del tempo con te.

Avrei voluto farti capire che tutto quello che volevo non era altro che vederti sorridere e sentire il dolce suono delle tue risate.

Avrei voluto, sentire ancora il sapore dei tuoi baci. Silenziose promesse che poi la vita e il destino non hanno loro permesso di diventare realtà.

Avrei voluto sentire ancora il calore del tuo corpo sopra il mio. Non mi sarei sognato di sentirmi così...
Un abbraccio così forte che le stelle e il cielo si sarebbero fermati a guardare noi due, persi in quella stretta.

Ma soprattutto,
Avrei voluto te.

Adesso che non ci sei più non mi sarei mai sognato di sentire così tanto la tua mancanza. Quasi come l'aria che respiro. Ora, il vuoto che ho dentro sembra quasi una voragine senza fondo. Un abisso in cui è presente solo buio e freddo.

Il tuo ricordo... ora e per sempre.

sabato 9 marzo 2013

A te


A te che leggerai queste righe...
A te che, magari, in questo momento starai lavorando, oppure, semplicemente, oziando alla grande.
A te che al tuo fianco avrai qualcuno, ma anche a te che vivi con la speranza che un giorno una persona speciale attraversi il tuo cammino.
A te che hai la fortuna di non avere problemi economici, ma anche a te che ogni mese lotti per fare quadrare i conti.
A te che, grazie al tuo aspetto,  sei in grado di sedurre qualsiasi donna (o uomo), ma anche a te che hai la capacità seduttiva di un cinghiale con le emorroidi.
A te che sei sempre al centro dell'attenzione,  ma anche a te che non ti senti mai all'altezza di nulla. A te che ogni notte hai qualcuno con cui dormire, ma anche a te che come uniche compagnie hai il tuo cuscino e la tua solitudine.
A te che pensi che il mondo sia un posto bellissimo dove vivere, ma anche a te che sei convinto che ogni giorno passato su questo pianeta altro non sia se non una continua lotta per la sopravvivenza. 
A te, a me, a tutti, mi viene da dire: Non pensare a quello che non hai, ma sfrutta e godi tutto quello che la vita, per quanto poco possa sembrarti, ti ha donato.
Non accettare quei compromessi che ti scavano dentro.
Non cercare quell'amore che CREDI di meritare, ma soprattutto non accettare situazioni in cui sei tu che devi fare il lavoro emotivo di due persone, perché hai una paura fottuta di stare solo/a.
Fai in modo che ogni tuo giorno sia spettacolare... non ci vuole tanto, anche la più piccola cazzata può cambiarti in meglio l'umore. 
Sorridi più spesso. Come disse qualcuno, la vita è uno specchio. Ti sorride se tu lo fai di rimando. 
Quando tutte le porte ti sembreranno chiuse, vedrai che prima o poi si aprirà quella che ti condurrà sulla strada maestra.
Ricorda che C'è come un fuoco dentro di noi. Quella fiamma che accende e scalda non solo il nostro animo ma anche quello di chi ci sta intorno. Sta a noi trovare la forza e il modo di accenderla.

sabato 13 agosto 2011

Riflessioni sulla banchina...


Ciao, sono qua a Rapallo.
Il lungomare pullula di vita. Coppiette che si scambiamo silenziose promesse con il sapore dei loro baci, famigliole che passeggiano felici, gruppi di ragazzi che sghignazzano, ecc... Ma nonostante tutto questo marasma c'è qualcosa che non va. Ho i miei amici, che sono a casa a guardare la tv, sto passando con loro dei bei momenti, e mi sto divertendo, ma c'è qualcosa che manca... Tu.
Dove sei? So che ti nascondi da qualche parte solo che proprio non riesco a vederti. Magari mi stai chiamando ma non riesco a sentirti. Non so che cosa mi riservi il futuro, forse perché non sei contemplata, eppure so che ci sei. Devi esserci da qualche parte. Sai, oggi ho letto una parte del simposio di Platone...
Se devo essere sincero io immagino per le nostre anime una storia diversa. Anche noi, forse, eravamo una delle creature che Zeus ha diviso, ma noi eravamo le uniche diverse perché le nostre metà erano sempre in una sana competizione. Si faceva a gara a chi donava di più all'altra. Senza aspettarsi nulla in cambio. Solo per il gusto di farlo. Erano felici,  e, anche se si completavano l'un l'altra, non facevano dipendere la loro felicità dalla presenza dell'altra. Quest'ultima era solo quello che personalmente amo definire un valore aggiunto. Quando sono state separate, forse, le nostre metà non sono state così tristi perché sapevano che, prima o poi, si sarebbero riviste, e allora, solo in quel momento, il gioco sarebbe ricominciato come è stato in principio...
Sarà bellissimo, perché so perfettamente che potrei - anzi, sicuramente potrò - darti il meglio di me. Il meglio che meriti.
Non dico di essere migliore rispetto ad altre persone. Non mi reputo così superiore. Ma credo di sapere quello che dico quando affermo di essere felice così come sono, ed è già un passo avanti rispetto a molte persone che mi circondano. E allora perché non darti parte di quella felicità che mi manda avanti in ogni singola giornata che vivo?
Come mai non ci sei tu qui con me? Chissà quante volte ci siamo visti e, addirittura, anche parlati? Mi ricordo che, una volta, lessi di quelle bellezze da secondo sguardo, quelle persone che non noti subito ma che, come le lucciole, brillano solo nel buio. Le noti solo nell'oscurità più totale e, nel tuo caso, non ti ho trovata solo perché non è ancora calata la luce.
La cosa peggiore sarebbe se tu mi avessi già trovato ma io non mi fossi accorto di nulla. Come direbbero i dodo di ice age, SCIAGURA A VOI. SCIAGURA A VOI. Che bel casino. La vita è una giostra e sto aspettando te per dividere quel posto. Quante volte avrei voluto risentire cosa si prova a donare un pò di quel calore che sento? Quante volte avrei voluto avere l'occasione di mostrarti che il mondo è bello perché cominceresti a vederlo anche con i miei occhi.
Che altro ti posso dire?
Non mi viene in mente nulla per il semplice fatto che, dietro di me, ci sono tre tipi che hanno appena rimorchiato tre ragazzine... Ok.... Sono andati... Non sai in quanti abbracci mi sono perso, non sai quanti sapori di baci hanno sentito le mie labbra e, se tutte queste cose hanno avuto significato per me, chissà cosa accadrà quando ci rivedremo.
Voglio che le mie braccia siano per te un rifugio sicuro.

Sarà meglio che mi alzi da questa banchina.

ora comincia a fare freddo.
A presto.
(spero)

domenica 31 luglio 2011

Meravigliosa

Meravigliosa creatura,
       (come ti chiama la Nannini in una sua celeberrima canzone),
sono qua, seduto nella mia stanza, e a te, solo per il fatto che calchi la terra su cui anche io ho la fortuna di vivere, continuo a rivolgere i miei pensieri.
Non so per quale motivo sento il bisogno di scrivere quello che penso, ma so solo che se non lo faccio potrei impazzire...
Da dove posso cominciare? Dall'inizio? Magari ce ne fosse uno... Il tuo nome, continua a riecheggiare nella mia testa come il battito di ali di uno stormo di uccelli che migrano verso paesi lontani.
Chissà che starai facendo ora? Chissà su chi il tuo sguardo, si sarà poggiato in questo momento. Non riesco a non esprimere quello che provo per te. Non sai quante volte avrei voluto dirti quello che sento per te. Non hai idea di quante volte avrei voluto fermarti anche solo per cercare una scusa come un'altra per poterti anche solo parlare... Il problema però era il tuo sguardo innocente e inconsapevole della tempesta che si agitava dentro di me. Pur non facendolo di proposito ti bastava un ciao per disarmarmi e svuotarmi completamente.
Tu, dietro quel bancone, che lavoravi, che ridevi con i tuoi colleghi, non ti sei mai accorta di me.
Non sai quante volte mi rodeva il fegato quando ti vedevo uscire con altri ragazzi, e la cosa peggiore era che non potevo farci nulla. E' stata tutta colpa mia... mia solamente perchè non ho mai avuto il coraggio di chiederti anche solo un'occasione per poter stare con te una sera solamente. Ma che potevo fare? Vedevo le persone di cui ami circondarti... tutto l'opposto di me. Come potevo anche solo sperare che tu prendessi in considerazione l'idea dare al sottoscritto l'opportunità di mostrarti chi si celava dietro quello che eri abituata a vedere al lavoro? Mi sentivo, e mi sento tutt'ora, come don Chischotte contro i mulini a vento.
Mi sarebbe piaciuto, magari un giorno, avere l'occasione di guardarti mentre dormivi, o anche solo sapere che sapore hanno i tuoi baci.
E ora... sei andata, il contratto è finito ed io non sono nemmeno riuscito a darti un ultimo saluto.
Addio, ti auguro di essere felice come meriti e che i tuoi sogni si realizzino tutti, dal primo all'ultimo.

A.D.M

sabato 9 aprile 2011

Credo

Sono qua,
     seduto alla scrivania di casa, e prima di andare a letto volevo condividere con voi, amici lettori, quello che in questo momento mi sta frullando nella testa.
Aspettate, per me è difficile scrivere, devo prima mettere ordine in questo miasma di pensieri che mi stanno riecheggiando nella testa... Credo che andrò prima a fumare una sigaretta... Aspettatemi... Rieccomi...
Dicevo? Ah si, ho appena rimesso ordine (credo) nei pensieri che qui con voi mi accingo a dividere.
La domanda che mi sono sempre posto e che mi porrò fino a quando campo è:
IN COSA CREDI?
La domanda, per quanto semplice possa sembrare, nasconde dietro di sé una miriade di significati e di risposte.
Per prima cosa, credere che cosa vuol dire effettivamente?
Una credenza religiosa? Non solo... Infatti, se la domanda fosse solo su questo aspetto potrei dire senza ombra di dubbio che credo che esista Dio, e che per quanto i suoi disegni possano essere a noi misteriosi, in realtà nascondono un significato per noi sempre più spesso insondabile. Ma, ribadisco questa è solo una MIA credenza, e ovviamente, chi è ateo potrebbe avere qualcosa da ridire... Massimo rispetto per chi la pensa in maniera diversa dalla mia. Il mondo è bello perchè è vario. Le ingiustizie e tutto il male che esiste, anche se non sembra, hanno un significato ben preciso. Per esempio Alexander Dumas, aveva detto che Dio ha creato due tipi di uomini, quelli giusti e quelli malvagi. Tutto rientra in un suo disegno, e soprattutto, i malvagi esistono perchè in questo modo, la perseveranza e la presenza di spirito dei buoni possono essere messi alla prova.
Ma questo è un altro discorso.
Se si trascende dal discorso religioso, allora, posso rispondere in questo modo:

Credo nella mia famiglia,
una delle poche ancore di salvezza che la vita mi ha donato.
Mi spiace solo di non essere mai in grado di dimostrare ai miei genitori il bene che voglio loro.
Quando ero piccolo, cercavo sempre in mio padre e mia madre una carezza o una coccola. Ero sempre io che li cercavo, ora, invece è l'esatto opposto.

Credo nei miei amici (pochi ma buoni),
persone straordinarie che, a loro modo, mi arricchiscono. Persone con cui ho qualcosa da condividere, dalle più colossali puttanate, alle cose più profonde. Persone che mi hanno accettato senza compromessi, mi hanno accettato per come sono e mi hanno fatto capire che pure io, a modo mio, ho qualcosa da dare loro.

Credo alle canzoni d'amore che riempiono il mio lettore mp3.
Canzoni che vanno dritto al cuore di chi le ascolta e che tengono sempre vivo il mio lato romantico.
Canzoni che mi ricordano e mi insegnano che ci sono varie sfaccettature dell'amore. Non sempre c'è un solo modo esatto di concepire l'amore.
Canzoni che praticamente mi fanno capire come al mondo c'è sempre qualcuno/a per noi. Nel momento in cui  la/o troviamo, solo allora, la nostra vita ha un qualcosa in più che la rende ancora più degna di essere vissuta.

Credo che la vera felicità si trovi dentro ognuno di noi.
Sta a noi saperla cercare e trovare.

Credo che la vita sia bella,
che essa merita di essere sempre vissuta al massimo con i suoi alti e i suoi bassi.

Credo che se ci piace fare qualcosa, o desideriamo fare qualcosa,
non è cosa molto saggia rimandare... La vita è già breve e non dobbiamo dimenticare che ogni giorno su questa terra è un giorno regalato. Un giorno in più.

Credo che il modo migliore per stare al mondo,
sia quello di non aspettarsi nulla dagli altri. Senza aspettative non si creano delusioni... Piuttosto perchè non vedere quello che gli altri ci danno come un qualcosa in più? Vedrete, amici miei, che anche le più piccole stronzate cominceranno ad avere un aspetto diverso.

Credo che da grande,
se avrò la fortuna di trovare qualcuna da amare,
non farò mai l'errore di dare per scontato l'amore dell'altra persona.
Non farò mai l'errore di lasciarmi andare, nè tanto meno non permetterò mai a me stesso di dimenticarmi che l'amore dell'altra persona è come una pianta che deve essere coltivata giorno per giorno. Non fare mai progetti a lunga scadenza, per il semplice fatto che come dice Carlo Verdone, l'amore è eterno finchè dura.
Quindi, ogni giorno dovrò lottare per quello che più o meno faticosamente avrò ottenuto.
Se mai avrò la fortuna di essere genitore,
non chiederò niente di più che essere come i miei genitori.

Credo nel ballo,
da quando ho cominciato a ballare, ho trovato la mia dimensione. Quando calco la pista da ballo, quando faccio i miei passi e quando vedo il sorriso non solo della mia dama, ma anche quello che delle altre persone che ballano (cosa non comune a tutte purtroppo), allora, e solo allora, come ha detto un mio amico, le persone tirano fuori il loro ornamento più bello... Il loro sorriso.

Credo che molto spesso
quello di cui abbiamo bisogno non è quello che noi desideriamo.
Quando avremo appreso una verità di questo tipo, avremo già fatto un bel passo avanti.

Infine, nonostante il mio scarso successo con le donne,
credo che queste siano qualcosa di superlativo.
In un solo corpo, è celato quello che per noi maschi è dannazione e beatificazione più grande. In quel corpo si nasconde il segreto della vita.
Con un sorriso, una parola, possono farti toccare un cielo con un dito o anche l'abisso più profondo.

Chiudo questa nota con un monologo tratto dal Film Radiofreccia di Luciano Ligabue.

Ciao a tutti.

http://www.youtube.com/watch?v=GR-AH-KUQl4&feature=related