domenica 10 marzo 2013

Appuntamento.

È incredibile come alle volte certi episodi ritornino alla mente con una forza tale da sembrare cose accadute da pochi giorni. 
Sono qui, seduto davanti alla televisione.  Con lo sguardo sto seguendo il susseguirsi delle immagini, ma con la mente vago nei ricordi che da mesi mi accompagnano.  Memorie di momenti passati con te a ridere, scherzare, anche confrontarci su punti di vista differenti.
Ricordo ancora la prima sera che siamo usciti assieme.
Tu mi avevi già inquadrato. Avevi capito che tipo ero e sapevi già come prendermi. 
Sono venuto dalle tue parti e siamo andati al mare assieme per bere qualcosa.
Per farmi smollare un pò mi "costringi" a bere qualcosa di forte, con la scusa che non si lascia mai una ragazza a bere da sola.
Seduti in quel bar in riva al mare, dove parliamo del più e del meno. Mi racconti di quando sei andata con la tua amica la vigilia di Natale a casa di un tizio per festeggiare.  Lì ti sei rotta le palle così tanto che ti sei fatta fuori quasi una bottiglia di liquore, mentre gli altri guardavano dei video di ballo.
Ogni tanto mi perdo a guardarti mentre ti passavi il burrocacao sulle labbra, e tra me e me mi chiedo chissà se prima o poi avrei avuto la fortuna di sapere che sapore avrebbero avuto...
Ci alziamo e passeggiamo per il lungo mare. Tutto intorno a noi la vita notturna estiva è al suo culmine. Gruppetti di ragazzini che sghignazzano tra loro lungo le banchine, coppiette sedute sulle panchine, famigliole felici che si godono il dolce tepore estivo. In mezzo a tutto questo io e te, mano nella mano che camminando, ogni tanto ci scambiavamo sguardi molto eloquenti su cosa sarebbe accaduto da lì a poco...
Arriviamo in un posto abbastanza appartato,  un luogo pieno di panchine... non faccio in tempo a mettere giù la borsa che mi ritrovo a sentire per la prima volta il calore delle tue carezze e il sapore dei tuoi baci. Mi sentivo come un ragazzo che prova per la prima volta la droga.  Appena inizi, non ne puoi fare a meno. Avevo i sensi tesi al massimo, affinché ogni aspetto di quel momento si imprimesse a fuoco nella memoria. Purtroppo ci sono riuscito...
Non so quanto tempo trascorriamo uno nelle braccia dell'altra, Ma, ad un certo punto, abbiamo decidiamo di alzarci.
Giriamo per i vicoli, mettendoci più del dovuto perché sento il bisogno della mia "droga" per poter continuare a camminare.  Ci fermiamo in un altro bar, parliamo ancora del più e del meno. Ricordo che mi hai mostrato alcune delle foto che hai fatto. Mi hai detto che, se volevo, potevo sceglierne una di te che tu poi mi avresti poi mandato.
In una, che mi aveva particolarmente colpito, Eri davanti uno specchio e ti si vedeva di profilo...
Ogni tanto colgo l'occasione di baciarti e guardarti diritto negli occhi. Belli,  profondi, e mi è dolce il naufragare in quell'immensitá. Non posso non notare che il tizio al tavolo in parte al nostro non perdeva occasione per guardarti. Non ci voglio fare caso...
Ogni tanto sorrido perché mi viene in mente una frase che farebbe venire la carie ai denti. Mi convinci a dirtene una, e, in quel momento ti rendo partecipe del fatto che guardandoti mi rendo conto di come possano esistere angeli anche senza ali. Eri un sogno per me,  avevo paura di svegliarmi. (Mi sono svegliato infatti... giusto giusto un paio di settimane dopo).
Ci siamo alziamo, e, tornando verso la macchina ogni tanto faccio pausa "droga".
Arrivati lì partiamo lì e andiamo in un posto appartato per stare completamente soli. Abbiamo trascorso la notte assieme, uno nelle braccia dell'altra.
La notte più bella della mia vita.
Come quella notte mi è rimasta dentro, lo stesso vale per te.
Oggi, domani, per sempre...

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