Questo mio piccolo neonato, crescerà sempre più e sarà sempre più simile a quello che ho in mente di creare negli anni a venire.
Non ho molto da dire su di me, se non quello che compare nella voce profilo.
Nonostante tutto mi sembra giusto cominciare pubblicando qualcosina che ho trovato una volta su un fumetto chiamato MIDNIGHT NATION, di J.M. Strancynski.
Prova a fare un ragionamento,
fingiamo che tu sei Dio...
Davanti a te c'è il vuoto. La lunga esitazione che precede la creazione, pregna di possibilità in attesa di nascere. In attesa di essere.
Ma soprattutto il silenzio, il più profondo silenzio immaginabile, ma senza rumore, prima del Rumore.
E tu... tu sei solo.
E chi vuole essere solo per sempre?
Specie se il tempo non è ancora stato inventato. E' una cosa terribile. Una solitudine impossibile da immaginare e da descrivere.
E anche se tu sei... non puoi essere.. perchè non c'è nessun posto in cui puoi essere. Così lo crei. Perchè sei solo, perchè puoi farlo.
Perchè così ammazzi il tempo che stai per creare.
E luce sia.
Hai messo insieme le molecole e le hai lanciate nel vuoto.
Protoni che danzano, onde che fremono. Hai acceso soli, nutrito nucleotidi ed emesso proteine che che col tempo daranno vita a un Mozart e faranno piegare all'indietro le ginocchia dei fenicotteri, per amore per varietà e senso dell'umorismo.
Col passare del tempo (che utile creazione che è stata il tempo!), migliori. Abbandoni le creature monocellulari e passi ai protozoi e ai sauri, come uno scultore che passa da un cane di argilla al David di Michelangelo.
Peccato che, per affinare le tue doti, tu sia costretto ad uccidere i tuoi fallimenti. Anche se innocenti, anche se la colpa sta nel tuo progetto, perchè tutto ciò che crei muore.
Perchè, nonostante la letteratura apologetica di cui sei il soggetto, non sei perfetto. Se lo fossi, non avresti creato tutto questo... tutto questo... solo perchè eri solo.
Perchè avevi paura del vuoto.
Perchè non avevi niente di meglio da fare.
Perchè ti annoiavi.
Hai anche creato altri come te, ma non potenti come te perchè sarebbero stati una minaccia troppo grande. O almeno credi di averli creati, perchè un giorno te li sei ritrovati lì, e visto che sei stato tu a creare tutto quanto, devi aver creato anche loro. Ma eri così occupato a creare la fotosintesi clorofiliana che non ti ricordi di averlo fatto.
D'altronde nemmeno loro.
Dici a tutti loro che stai cercando di creare un mondo migliore, ma se sei così perfetto come sostengono i tuoi biografi, perchè allora non lo hai fatto subito?
Perchè hai sbagliato?
Qualcuno fra quelli che ti circondano fa questa domanda. Non ti piacciono le domande esigi obbedienza.
Ma le domande continuano. Cerchi di fermarle. Non ci riesci.
E allora è guerra. Una guerra di sofferenza. Una guerra per la sofferenza.
Intendiamoci: chiunque si annoierebbe a non fare altro che creare mondi per l'eternità. Vuoi essere intrattenuto e qualunque artista ha bisogno di conflitti.
Così introduci la sofferenza in un'equazione basata su ciò che doveva essere un semplice teorema: la speranza che il domani sia migliore dell'oggi.
Sono migliorate le cose? Stanno continuano a migliorare? La promessa è autentica? O è solo una bugia?
Non è il denaro la radice di tutti i mali. La sofferenza lo è.
E' La sofferenza che fa scoppiare le guerre, che uccide i bambini, che distrugge le anime. E' la prova che l'universo è indifferente, casuale e crudele. La prova che la creazione è una bugia.
Sei Dio, tutto ciò che esite lo hai creato tu. Perchè allora non lasciare la sofferenza fuori dall'equazione?
Non esiste in natura, niente esite in natura. Perchè darti da fare per creare la sofferenza?
Perchè non pensi ad eliminare la sofferenza dalla tua equazione?
Eliminare la solitudine. Eliminare il dolore. Eliminare la colpa e il desiderio e la paura e il rimorso.
Ed eliminare coloro che se ne avvantaggiano. Che se ne nutrono. Coloro che ne hanno bisogno per sentire di avere uno scopo.
Non c'è inferno non c'è paradiso. Niente di cui avere paura nell'aldilà. Nessuna dissoluzione stellare finale.
C'è solo il ciclo della vita e della morte ripetuto in eterno.
Si viene, si va, si viene, si va, morendo e rinascendo istantaneamente, condannati ad una morte inevitabile. E così facendo, la sofferenza aumenta.
Più uomini, meno cibo, più tecnologia, meno privacy.
Bombe e antrace ed ebola, terrore nelle strade, porte sprangate ai vicini e reati gratuiti, contro la comunità, contro il prossimo. Madri che annegano i propri figli perchè non riescono a sopportare l'atto stesso di creare. Sanno che ciò che stanno per far nascere non conoscerà altro che sofferenza così la fanno finita, per loro stesse, per i loro figli. Una volta per tutte.
e Adesso?
Ora che ho sverginato questo blog, mi sento meglio.
Con il passare del tempo, magari, un pò alla volta riuscirò a fare meglio e a creare qualcosa di accattivante.
Ora vi saluto.
Ciao ciao
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